Richard Braudigan a pesca di branzini
R. Braudigan con Greg keeler

Questa è un'invenzione ispirata dai racconti di Braudigan
-Il sole ha le sue lune, gli disse con sguardo assorto
guardando il cielo tra i rami del sottobosco. Ha le sue lune, pensò l’altro,
come le paludi hanno le loro brume. Boh. Era un giorno cosi e vide una baracca
la in mezzo. Si fermarono a guardarla. In un angolo del tetto una lamiera si era
staccata. Il vento caldo la faceva sbattere ad ogni folata, tu tun. Il sole ha
le sue lune, ripete l’altro mentre con un retino catturava delle mosche. Gli
sarebbero servite come esche per la pesca al branzino. Quell’altro ancora pensò
che non avevano portato le canne, cioè le canne si ma non quelle da pesca.
Passarono accanto alla baracca con la lamiera nell’angolo del tetto che
sbatteva. Dietro, a poca distanza, c’era una latrina malmessa e scrostata. La
porta era spalancata. Dentro non c’era niente. Quello che aveva detto che il
sole ha le sue lune, disse fermandosi che la latrina, a guardarla sembrava
dirgli “Hei, il vecchio che mi ha tirato su a tavole e chiodi, l’ha fatta qui
dentro 9745 volte e ora è morto e non voglio che nessuono mi violi. Era un
brav’uomo. Mi ha trattato con cura e affetto. Quindi, se vi viene in mente,
vedete di farvela passare. Se vi occorre, andate in mezzo i cespugli come i
cervi.”
“Chiedi allora alla latrina se questa è la baracca del signor
Hayman”.
“Dev’essere questa si. Abbiamo fatto la strada segnata sulla
mappa.”
Non quello delle lune, l’altro non lo ascoltava piu di tanto, ma era
buffo. Poi, dall’alto videro sotto il lago. Era come una ghirlanda brillante.
Guarda laggiù, gli disse indicando con un dito. “Allora dev’essere questo il
posto” disse girandosi mentre si grattava la testa. “La c’è la baracca, la sotto
c’è il lago e in torrente dev’essere qua vicino… diamo un’occhiata. “ I due si
allontanarono verso est rizzando le orecchie. “Si dovrebbe sentire il rumore
dell’acqua” disse quello delle lune. “E’ un torrente no?” Presero un piccolo
sentiero che si vedeva appena e lo seguirono. Camminarono tra i raggi di sole
che s’infiltravano tra i rami. La storia che gli avevano raccontato era che,
nell’anno che il signor Hayman era morto, i branzini non avevano piu risalito
Hayman Creek. Era successo che avevano preso a salire quando lui era la.. Lui ne
prendeva uno due ogni tanto. Li mangiava crudi assieme a del grano
macinato. Avevano dato il suo nome al torrente. . Morto lui, nessuno ne aveva
piu pescato di branzini. Qualche anno dopo la sua morte, un paio di
guardiapesca rasalirono il torrente con un secchio di branzini da vasca da
bagno. Volevano provare a ripopolare dei branzini quell’acqua dimenticata.
“Tanto vale buttarne qualcuno qui”, disse uno dei due. Perché no? Disse l’altro.
Fatto sta che, buttati i branzini dal secchio nel torrente questi, dopo due
secondi erano gia girati con la pancia all'in su, morti, che scivolavano verso
il lago nella corrente. Non c'è stato verso di vederne piu di branzini da quelle
parti, dopo la morte del signor Hayman.
Intanto quello delle lune insieme al
suo amico trovarono il torrente. Loro erano di quella genia de "I vagabondi del
Dharma", dei ragazzi cresciutelli che amavano il jazz e la poesia. Andavano a
pesca del branzino in America e gli era venuta questa fissa degli haiku. Secondo
complicati calcoli astronomici e suggestioni alchemiche, avevano individuato
nell'Hayman Creek il nucleo della legge cosmica dell'haiku. E cosi si sedettero
sopra un masso per uno sopra il letto del torrente Hayman Creek. Hayman, l'uomo
che aveva fatto risalire i branzini fin la sopra quel torrente. E cosi, dopo
essersi guardati un po in giro, cominciarono ad inventarsene
qualcuno.
(simurgh & Richard Brautigan)
Qua ci sono degli haiku, anche qualcuno sbagliato, ma non
importa. Sono affari loro. Uno scambio tra due. Questo racconto si ispira a
"Pesca alla trota in America" di Richard Brautigan
che con i ragazzi del dharma ci aveva a che fare, visto che era beat generation.
Questi haiku sono alcuni di quelli che non potrebbe scrivere chiunque
Eagles -
Desperado
Haiku
Un cielo scuro
attraversai il fiume
Branzino guizzò
Radi salici
Sull’argine del fiume
palpebre chiuse
Palpebre chiuse
Sul balcone del letto
pessimo vino
Branzino guizzò
Sull’orlo del fiato
Buona giornata
Mi manchi oltremodo
Balcone radioso
tempo immoto
Tempo immoto
Claudica la tremula mente
Inzuppa
biscotti
Biscotti inzuppano
Nella tazza respirano
Liete le
ore
Raggiungimi ai pozzi
Sul dosso ancheggia il
cammello
Turba il fagotto
Sveglia dal sonno
respira la cetra sotto le mura
soffia
il fagotto
Dentro una gabbia
un canarino al sole
arruffa le piume
Una grossa mano
afferra canarino giallo
mette in
bocca
la pelle trema
sdoma ritorna
da un'altra porta
pozzanghere scure
siepi altezzose
sgroppa la mente
"
Tra
Lee Masters e Kerouac, Brautigan si muove con l’autorevolezza dello
sperimentatore cosciente
di offrire attraverso una storia di tutti i giorni, semplice e conosciuta quale
l’andare a pesca, magari in autostop, una chiave di lettura della realtà capace
di sezionarla, scomporla e ricomporla a propria misura, sia pure anche per
divertirsi a renderla indecifrabile per sé e per gli
altri."