giovedì 28 aprile 2011

Un Happy Meal a pasquetta.

E' cosi lungo che non lo leggerà nessuno

- Un Happy Meal
- I gadget mentali
- Una Crysler nera
- Femmine fuori mano
- Siamo andati a farci un Happy Meal al Mc Donald - mi ha detto.
Mi ho fatto spiegare che roba era. Il giorno di pasquetta. Dico io.
Mi dice che con quattro euro ti danno le patate fritte piccole nella scatoletta, poi ti danno un cisburgher o l'hambrurgher oppure un toast oppure ancora le crocchette di pollo. A scelta. Poi c'è la scelta di un dessert che è un nesquick, che son barrette di cioccolato o cereali. Poi non so se ti danno anche la coca cola ma credo di si.
Gli brillano un po gli occhi e quello sfavillio l'ho ben colto quando mi ha detto che assieme alle patatine ti mettono un gadget. Ah! Son patito anch'io, almeno ricordo lo son stato per i gadget, però solo per quelli degli ovetti kinder. La capisco. E che gadget era? Era di Hello Kitty, mi fà. Contenta eh?!
Marina non è una bambina di sei anni, come d'altronde non lo ero neanch'io con gli ovetti kinder, che poi neanche mangiavo. A mia difesa ho da dire che, al tempo, avevo dei pusher che mi allungavano dei doppioni. Non mi serviva farmi di Happy Meal voglio dire.
Marina, che non è una bambina di sei anni ma una commessa di un negozio di abbigliamento del centro, ha quarantadue anni. E' li che spiega al cellulare come arrivare al "Le bricole",




un bar in riva al fiume ad un suo amico che poi arriva con una Smart. Una pettenella, l'ho capito subito che era gay. E' con lui che c'era andata al Mc Donald a mezzogiorno nel giorno di pasquetta. Lo vedo venir avanti come una principessina che sà di essere osservata. Hanno tutti quei gestini accurati, quelle movenze dettagliate, quel mettere un piede davanti l'altro che senti pure quanto stretto tengono il culo. Non mi dà fastidio.
- Non sei andata ad un pic nik (Il posto qua, è anche dove abito io eh)
marina, allora. Credevo ti fiondassi da qualche parte con stefy - gli faccio io
- C'erano i miei che andavano da amici per una grigliata ma non avevo per neinte voglia - mi fà lei - Poi ho chiamato Gabriele -, che mi aveva gia presentato nel frattempo - e siamo andati al Mec che per me è uno spasso, e poi, spendi niente.
Gabri acconsente con leggeti cenni della testa. Quando gli chiedo cosa beve, dice un Gingerino. Noi tre spritz col Campari.
Io continuo a chiedere a Marina di questo affare degli Happy Meal con il gadget.
- Ma ti danno solo quelli di Hello Kitty? -
- No, cambiano. Io conosco un pò il tipo che me ne porta, gli dico quali mettermi via, quali mi mancano o a cui ci tengo. Una figata per me. -
Mi incuriosisce morbosamente questo microcosmo che marina si tiene in testa, che si è messa su tirandoselo dietro da chissà che infanzia senza affetti presunti e mai sufficienti.


Disegni il vento nei pensieri che
spazza con folate ogni nube scura
Niente polvere ne cartacce intorno
ma sai gia che niente dura per poco
o per sempre e, questo ti mette paura


Marina è un'amica di stefy. Quando torna si trovano loro due. Hanno una comune percezione della sfiga che crea la dimensione dell'accolita, tra loro. Una sorta di alleanza-sorellanza da cui attingono ad un intero, inesauribile repertorio di scambievoli cagate con cui spassarsela.
La checchetta si intrufola con discorsi da commesse. Io ho il mezzo toscano, tanto per dire del contrasto. Mi interessano i gadget che sono una dimensione mentale di Marina.
- Quanti ne hai? gli chiedo - Voglio dire, dove li tieni? In camera?-
- Tutti allineati sopra una mensola. Un mio piccolo, segreto vanto! - mi fa.
Poi stefy si mette in mezzo per via di dire di Capo Verde. Partono mercoledi. stefy mi lascia il Crysler se le accompagno a Verona all'aereoporto. Per il Crysler questo e altro. però non si fida tanto perchè ha il cambia automatico.
Insomma, non è tanto questo che sto qua a raccontare ma le considerazioni che mi venivano poi su queste donne adulte che han ben scelto di stare sole, di rinuncioare ad ogni parvenza di famiglia, di rapporto impegnativo di coppia e via dfiscorrendo. Mica son le sole no? Magari altre ci han messo di mezzo un matrimonio e un paio di figli per arrivarci. Non so. Io non son di meglio.
Marina è una bella tipa, mora, ben tornita. E' una che vive con i suoi. Delle volte esce con un Mercedes cabrio che è di suo papà. Insomma fa la sua bella porca figura, almeno ad apparenze. L'altra volta le ho chiesto - Ma scusa marina, diomadonna ma, quanto è che non trombi? Non mi ricordo se mi ha detto che son quattro anni o giu di li - Allora uno rimane impressionato. Ma come si fa? Eppure son certo di quanti gli buttano il sardone, compreso io che la tarmo sempre. Ma ormai è un copione, un clichè scontato. Tanto mi ride dietro.

Personalmente non è che sia una dimensione, la sua, che mi infastidisce. Sono curioso, per quel che la conosco. La vedo ogni tanto, quando esce con stefy e allora andiamo a farci uno spritz. , robe cosi. Una che legge anche romanzi impegnativi, che vede film cult. Non so che ne faccia però pare s'impegni anche. Si è costruita il suo bel fortino con le postazioni armate a difesa e si asseraglia piu che puo dentro là. Non ne vuol sapere di progetti futuribili. Non hanno affatto torto secondo me, essenzialmente. Le cose stanno andando sempre piu verso questo verso. I disadatti.
Mi diceva una volta. - La mia vita, adesso non mi crea grossi pensieri. Con quelli che ho trovato finora mi è sempre andata a male. Non vogli dire che ho il carattere piu adattabile ma, alla fine, arrivavo al punto che mi rompevo le balle, con tutti. Ho la convinzione di non essere adatta. Mi stufavano. Sempre la appiccicati a starti dietro, gelosi eppure ti tradivano. Sempre la a voler trombare che è cosa che a me non è che interessi tanto. Insomma una prospettiva di virta che, ogni volta che ci andavo a fare i conti, mi deprimeva, mi sconfortava e cosi, meglio lasciar perdere mi son detta. -

Dei passeri saltellavano tra i piedi e anche sopra il tavolo il più ardito. Le briciole delle patatine parevano per loro bjgiou
Gabriele fece una mossetta schifata.
- Ci manca solo mi lascino il guano addosso ai pantaloni-, disse - guarda per terra che schifo hanno combinato-
Aveva dei pantaloni bianchi e bianchi i mocassini di pelle morbida.
"Guano" pensai. Non mi sarebbe mai venuto in mente di chiamarlo cosi lo scagazzare dei passeri. Una di quelle parole che trovi nellle parole crociate. Loro ridevano, divertite. Di che poi? A me restava impigliata nei pensieri, questa immagine di teste popolate da gadget. Un

catalogo immaginario che ci costruiamo per sopravvivere, inadempienti comunque.
Si fà quel che si può. Basta non farsi cagare addosso dagli uccelli. Che non imbrattino quella parvenza che siamo.
Ormai era ora d cena. Ho pagato quel giro. Ognuno se ne tornava alle proprie solitudini, alle proprie abitudini, ai propri miserandi conforti. Ma che vita è? A darla via pare non sia piu neanche, almeno uno spasso, non sò.
Questa storia poi del non darla piu via. I giorno dopo stefy mi dirà che, in realtà, la marina, son dieci anni che non la dà. Anche queste son cose che mi rimangono impresse in mente. Come il guano, come i gadget della McDonald o della Kinder, Io spero che marina non arrivi a leggere questo. E come potrebbe? Andate a dirglielo voi? Io no. Insomma, poi la stefy mi racconterà dell'altro su quei piccoli mondi infeltriti, rattrappiti, che si restringono sempre di piu. Però loro vanno a Capo Verde, però. Faranno spiaggia e villaggio turistico, su e giu, al massimo andranno in paese a comprarsi qualcosa di etnico. Gli ho chiesto se mi compra dei batick, quei tessuti dipinti con figure primitive, animali, facce, vediamo.
Dove andremo a finire? Non sò. L'ho sentito dire tante volte. Dove sono andati a finire Jack Kerouac, Rimbaud, Francis Bacon e quelli che erano miei amici una volta?
Insomma, ho fatto tutto questo giro di discorsi per mettere assieme questo quadretto futuribile. Mi veniva voglia di tirarne fuori un racconto che non è questo. Butto giu questa roba per tornarci chissà quando. Che se la scrivo sul quaderno poi la dimentico piu ancora.
Mi è capitato questo video games tra le mani adesso. Lo guardavo. Mi pare anche ci calzi. Appocalittico. Altri gadget che popolano l'umanità. Simulazioni. La gente ci gioca.


1 commento:

petrolio-muso ha detto...

Non so se chiederti di farne una serie, io di sicuro non glielo racconto.. intanto penso al guano e all'inutilità di tutte le nostre preoccupazioni. E poi mi viene in mente che non ho avuto mai una gran passione per i gadget, piuttosto ricordo e conservo gelosamente un tratto degli uomini a cui l'ho data. Non molti, ma preziosi. :)