domenica 4 dicembre 2011

Il vuoto dell'acqua

E' buio di già la fuori. Ci troviamo alle sette al Foster, mi ha detto poco prima al cellulare. Io sono dentro. l'aspetto. Mi faccio uno spritz. Suona il cellulare. "Sono qua fuori", mi dice. "Arrivo". Ho questa impressione di come fosse una cosa losca. Mi tirai su il bavero del giaccone e mi infilai una cicca in bocca alla Humprey Bogart, come in un film degli anni 50. Non la vidi appena fuori. Aveva parcheggiato la sua Punto tra la rete della casa e la strada. Mi vede ed esce dalla macchina. Prende il sacchetto e mi viene incontro. "Ciao". "Ciao", ci diciamo. Lei apre il sacchetto. Io guardo dentro. Perfetto, le dico. Quant'è?. Cinquantadue euro mi dice. Li tiro fuori. Sono quattro chili e otto. A undici al chilo, mi dice. Costa come l'anno scorso, gli dico. C'è gratitudine, credo si veda, nei miei occhi. Gli dico dai entra, ti offro qualcosa. Lei dice di no, che deve sbrigarsi. Ha il suo convivente in macchina. Uno dell'aereonautica in pensione. Ho il sacchetto con l'oca in mano. La saluto, saluto anche lui. Torno dentro. Finisco lo spitz. Poi vado da Bruno, all'osteria Postumia. Me la cucina lui. Siamo in otto. Cena dell'oca. Doveva essere venerdi questo. Poi non se n'è fatto niente. Io stavo male. Era dentro quel sacchetto la. Congelata. Bruno dice che almeno stiano in congelatore tre giorni che la carne si frolla. E' tagliata in quattro pezzi. Quattro mosse dentro quattro pozzi.

Poi tardi, la sera, quell'oca nel sacchetto si congiunge con la danza di Carolyn Carson.
Un'assioma, un'asfissia, gli spazi soffocanti, si genera il vuoto in un'assenza.
Allora qui, il cosidetto poeta dal video si fà suggestionare, ricavandone un confuso teorema per sillabe e fibre di nylon




Nel vuoto ogni assenza reggela, materia priva di pressione,
si fa compassione, esercita sottile passione estatica.
Lo spazio entro cui si esercita, il movimento sà soffocare.
Come nei cinque anelli di Musashi Miyamoto comprendono il vuoto
Alcune acque ci annegano, altre no. Curioso questo fatto.
Conosco un'altra Carson. Un'altra che ha scritto dell'acqua,
la sua antropologia, paradigma del linguaggio.

Sinestesie del vuoto

..di vuoto pareva il suo suono, quasi acqua
Non c'era fonte, solo una pozza, acqua che filtrava
da una crepa, da un sottovaso, da sotto una porta.
Tutta attorno a te s'era raccolta, chiudendoti in quello spazio d'assenza
come avesse ali potenti, una sua sintassi imprecisa.
E resisteva senza requie, ti chiudeva.
Mi pareva di sentire di piu il rumore dei tuoi nervi
prima di esserne paralizzata.
L'acqua se sta ferma non ne fa di rumore
Ed io sentirmi fuori, inerme. Non eri ancora l'oca a pezzi.
Non lo saresti mai stata.
Chissà se da li dentro mi avevi intercettato?
Costretta ad uno stato d'assedio
in altro non ti trovi che come rinchiusa nel corpo.
Corpo su corpo, disconosciuto, costretta a seguirne la via,
gli incommensurabili intrecci e spire nei cunicoli che,
ere dopo ere e strati e sfaldamenti e fango nei fondali,
è li che, alla fine, in un vuoto la vita conducendoti ha tracciato la via.
L'immaginai quell'oca a pezzi congelata la notte ricomporsi
ed eseguire nel frigo il suo numero solista di danza irrisolta
tragica, surreale, crudele e buffa, diventi un angosciante piacere visivo.
Come ognuno, prima o poi, ripetutamente s'involve
fatto a pezzi, si ricompone, s'incarna e rialza.
La vollutà estetica nel vederti dimenar disperata soffocare danzando.
Il rumore del nylon dovrebbe esser simile a quello dei miei sacchetti di carta.
Si puo farne una mistica del vuoto, del disperato che ha in gesti di tragica poesia,
senza neanche uno sfiato, un singulto privo di affanno, consumi il respiro
Ho provato ad immaginare l'oca ripetere quei gesti di danza
Forse un taglio, nell'involucro che ti separa dal liquido,
potrebbe essere solo che un'ulteriore baratro sottile.
Come potrebbe essere taglaire un cielo gia morto.
Forse è solo la che troviamo rifugio, nei vuoti tra le cose,
lasciando solo piccole tracce sull'erba al nostro passaggio.
L'acqua non conserva il tuo movimento, ne il gesto.
Tutto racchiude. Tutto è rinchiudibile in un vuoto che resta.
(simurgh)


Il senso del vuoto
è quello del puro
Cosi nel vuoto
puo starci la perfezione
Non basta allora
delineare lo spazio
Và riempito con l'aria

6 commenti:

teti900 ha detto...

namastè, SIMURGH !
straricco di riferimenti allo zen e non solo per la citazione del Miyamoto Musashi che oggi può apparire di difficile comprensione e lettura per via delle condizioni del mondo attuale così disorientato dai vizi capitalistici e dalle comodità che sperdono le doti intellettuali e fiaccano le memorie dei cervelli scossi, e sottovuoto, ancor più stanchi dei tessuti che cuciono le ferite di eterne battaglie condotte in questa e in quelle vite precedenti di cui portiamo ormai solo le cicatrici.
lo scorrere liquido dell'umano vivere, come si può dire per quello dell'acqua, comporta una visione in continuo evolversi attraverso fasi e stati di passaggio dall'uno all'altro in cui è raro trovare una esse in cui ripiegare oppure stare e incontrare l'altro uguale.
somiglianze quelle sì, ma mai lo stesso già noto.
si fa caso a ogni cosa e mai più la si può rivedere uguale come un ciottolo leggero di spiaggia o di fiume che per un po' rotola nell'onda mentre già la vede andar via.
e questa è l'acqua, poi c'è il legno nato del seme annaffiato con l'acqua, il fuoco che forma la terra, il metallo che è l'essenza concentrata della terra dalla cui essudazione rinasce a sua volta l'acqua che riprende il suo ciclo invisibile, ma pienamente avvertibile sebbene nel vuoto.
(di la verità, sarà dura da mandar giù quell'oca)
namastè!

petrolio-muso ha detto...

mi sta a pennello questa idea del vuoto da te espressa. Direi che sommata al mio amore per il freddo intenso, dei tessuti fascianti e allo stesso tempo comodi, del gusto del mangiare (inteso come assaporare pian piano oltre che preparare) risulta come frollatura.. e infatti alla veneranda età di quarantenne si proceda con la ricetta! ;) )

simurgh ha detto...

TETI
come mai metto Musashi e Anne Carson che se clicchi esce un link e a me non si vede, non ha un altro colore ne la sottolineatura che richiama al link sotto?Come mai?
Quando hai a che fare con il vuoto e con gli elementi, lo zen s'impone, vien fuori da solo. Visto che precede e anticipa ogni forma pensiero che qua poi si è sviluppata, non senza contaminazioni credo. Immagino a quel tempo, del come le idee e il pensiero si muovesse nel tempo e nello spazio, con la lentezza dei passi, delle visite, delle corti, delle piazze. Personalmente sono un sostenitore dei bar, come luogo di trasmissione del pensiero nella comunità. Credo anch'io sia di difficile comprensione questo post. Lo era anche per me e per riuscire a dire cio che mi attraversava beh, impiego un sacco di parole e, spesso senza riuscire a farmi capire. Credo sia per il fatto che non mi capisco neanch'io, tante volte. Poi, il bello è che, come te che vieni qua e molli un commento ecco, questo si serve. E' come riprendere una visione, una sensazione, un'emozione da un'altra angolatura. Magari mi servono prima queste cose ma come si fa? Mi piace che abbia d'altronde, questa possibilità ulteriore di svilupparsi, di riaprirsi e prendere la pioggia. Come quella pianta la, secca, che se gli versi dell'aqua si riprende, anche dopo anni, credo. Devo mettere la tovaglia, preparare la tavola. Minestra stasera. Non di oca, gallina. E' broncolitica, sapevi? Buona cena anche a voi. Tornerò per rispondere anche a petrolio. Uno scoop per me vederla qua a dire la sua. Credo voglia la ricetta dell'oca. Non èdifficile. Piu difficile è preparare un buon patè di fegato e li, hai poco da spiegare. Ci vogliono anni. L'ha detto anche Bruno. Poi vado al foster a vedere se salta fuori una partita a bigliardo. Manastè, manastè

teti900 ha detto...

beh, i link non li vedi più perchè ci ho cliccato sopra:)
dovresti cambiare i colori, metterne uno per quando sono vergini, uno per quando ci si passa sopra e uno per quando li hai cliccati:)
vai in bacheca impostazioni design e li trovi i link:)
scegli dei colori di contrasto con il colore dei testi:)
capito?
non sai spiegarti (a te stesso, io per esempio ci ho rinunciato a capirti del tutto:) perchè non usi i soggetti, te lo dico sempre che se uno pensa nomi e cognomi perde la poesia ma ci capisce di più:)
tanto i nomi cambiano, come nei sogni che vedi una persona che credi esser quella e invece è un'altra ma non importa, il sogno ha bisogno di un volto e ci mette quello che ha sotto mano, poi se uno vuole la cambia da sveglio o al sogno successivo.
sì il brodo fa bene anche il vin brulè o il latte con il miele. fuma fuma:)

simurgh ha detto...

PETROLIO
Un vuoto pennellabile, come dici starebbe a te, visto che nel vuoto non puo che starci la perfezione. E' da la che inizia la sua meccanica. Ha una sua purezza, anzi quella primordiale, archetipa. La grande madre che sgrava il pieno. Pensa all'uovo. Credo nel rinascimento fosse dipinto come emblema della perfezione. Può un'uovo colmare un vuoto? Magari dello stomaco? C'è poco gusto dici? Materia da esame, la cottura di un uovo. Cottura è anche metafora per i pensieri della mente. Pensieri che possono anche andar bene crudi. Insomma, mi sono infilato in un cunicolo senza uscita. Mollo qua. Grazie muso. Son contento che sei passata

simurgh ha detto...

TETI
Grazie per la tua assistenza. Un colore solo, per tutto.
Non ho usato soggetti, hai ragione. Avvertivo questa sottrazione mentre che, man mano procedevo. Un'assonanza o, una dissimulazione. Il fatto è che, mentre scrivevo varie figure si sovrapponevano. Non c'era un solo soggetto, anche se uno forse, principale si ma, non si poteva dire. Allora diciamo che c'era una fantasmagoria di ombre e personaggi su quel palco mentale.
In fondo non è che volevo si capisse granchè. Non l'ho capito nemmeno io. Si procede per suggestioni. Il vuoto ovviamente è il tema. Poi ognuno, credo, trova quel che vuole, quel che piu a lui risuona. Come guardare un'immagine. Piu sguardi chiusi dentro un cubo. Ognuno ci porta il suo di sguardo. E cosi me la cavo, abbastanza.
Brodo, anzi minestra anche stasera. Però ci sono le salsicce che ho comprato la settimana scorsa da uno che mi fornisce salami e sopresse. Porterò un salame ai ragazzi del lunedi stasera, da mangiare un'altra sera però. Lo lascio in cauzione. Venerdi prossimo l'oca, mi sa.
Ciao a tutte e due