venerdì 21 ottobre 2011

Da umide cavità

A volte, tornando a casa di notte, me ne vengono di cosi che scrivo sul cellulare mentre faccio la strada in dieci minuti





da un'umida cavità
la tua voce al mondo nascosta
che esce mi canta
una filastrocca
come in un giro di giostra


che nel petto di corvo
si pianta e sprofonda








Una luna che sorse
indietreggiò per fluire
e cosi luneggiò di spumiglie
nello scuro a venire

2 commenti:

prendimi l'anima ha detto...

belli i tuoi versi...

simurgh ha detto...

Grazie