Non lo uccisero. In segreto ci sperai. Era disperato l'amore che provavo
Ho pensato per un attimo che se rimaneva vedova poteva capire quanto l'amavo
Eravamo in quella stranza in fondo al cortile e sapeva di mangime, da bestie da cortile.
E tu chi sei? mi chiese poi lo sposo, liberandosi dai tre
Anche te sei tra quelli gettati via? Anche da te è fuggita verso sogni strani?
Anche a te ha dato qualche notte ed è fuggita? C'era disprezzo nel su sguardo
C'era la rabbia disperata di chi temeva la stessa fine. Alzò le mani su di me.
Il mio braccio scattò dall'ombra per ucciderlo. Gli altri tre non si mossero.
Lo colpii con la forza di chi poteva frantumarlo. Lui non reagì.
Continuai a colpirlo.Cadde ai miei piedi e strinse le braccia attorno le mie gambe.
Il sangue gli colava dalla faccia. Poi arrivò lei. Si fermò impietrita sulla porta.
Una risata calma, usci da quella bocca spaccata. Poi silenzio.
Da fuori giungevano i rumori della festa.
Come sapesse, da la era corsa.
Mi si lanciò contro e tentò di graffiarmi il viso, ma gli afferrai i polsi.
Poi prese a spintonarmi e a gridare di andar via. Lui mi lasciò le gambe.
Mi spinse fuori. La notte era limpida. Le luci sul cortile, la musica della festa.
Continuò a spintonarmi e a dire di andar via. Mi spinse verso la strada.
Poi si mise a correre piangendo. Aveva le calze bianche, un aderente abitino.
Mi girai e vidi i tre sulla soglia. Continuai a seguire i passi di lei oltre il campo.
- Di quà - mi diceva - Devi andar via. Vattene- Eravamo lontani adesso.
C'era silenzio attorno. Poi sentii lo sbattere di ali di una poiana che si alzava in volo.
Io non mi mossi,
- Che ti è preso? Come hai potuto? - Le dissi che l'amavo, che non sapevo.
- Addio - e si girò per andarsene. La guardai incamminarsi.
Poi si girò. Disse il mio nome.
Disse che dovevo andar via. Si ricordava di me allora
.- Vattene via - Io non mi mossi. Sentivo le mie nocche sanguinare
.- In nome di dio, vai via. Ti prego
-- Ti amo -Nei suoi occhi comparì il dolore.
- Perchè sei tornato? Perchè? -
- Io non me ne andrò. Non posso. Sono tornato per te -
Il giorno dopo si doveva sposare.
Il giorno dopo l'avrei persa.
Il giorno dopo la mia vita non avrebbe avuto senso.
Il giorno dopo niente piu sarebbe stato lo stesso.
E vidi nei suoi occhi ancora un bagliore
come se all'improvviso quell'amore mio che non avevo mai detto
fosse per lei inaspettato e improvvisamente sconvolgente.
(seconda parte - nowhere)
si devono fare, tante cose si devono
e ti trovi dentro, imprigionato senza aver deciso
e decidi che a quel punto lo devi fare
anche se non vorresti piu, lo devi
e ti pare cosi normale
che tutti altro non si aspettano
e tu a quell'aspettarsi devi sottostare
e ti vien normale
ti sembra naturale
ti dici che cosi va la vita
che cosi è giusto
che non si può fare altro
ma nel profondo senti che altro avresti voluto fare
che avevo dei sognidei talenti a cui inclinare
ma poi diventano cose infantili
poi diventano
quando noi diventiamo altro
quel che non saremmo forse mai
e ti pare cosi normale



