domenica 6 novembre 2011

La profezia - Kafka sulla spiaggia - Murakami

A Genova, come in tutti i posti dove ogni volta sono annegati, sommersi, affogati, dispersi; ogni volta qualcuno l'aveva detto.
In molti, tra tutti da tempo, l'andavano dicendo e, il loro era un sentire. Una profezia.

La profezia (Murakami)

" La profezia è sempre li, torbida come acqua che ristagna nel buio.
Di solito si nasconde in qualche luogo sconosciuto. Ma arribva un momento in cui cresce silenziosamente e trabocca, invadendo con il suo freddo ogni tua cellula, e in questa crudele inondazione annaspi e affoghi. Ti attacchi al portello per la ventilazione che è vicino al soffitto, e cerchi disperatamente l'aria di fuori. Ma l'aria che puoi aspirare da li si consuma in fretta e la gola comincia a bruciare.Elementi normalmente in contrasto come acqua e sete, freddo e febbre, uniscono le loro forze per attaccarti.
Con tutto lo spazio immenso che esiste al mondo, non riesci a vedere nessuno - e ne basterebbe pochissimo - che possa accoglierti. Quando cerchi una voce trovi solo un silenzio profondo, ecco la voce incessante di una profezia, una voce che a volte preme quella specie di interruttore segreto nascosto da qualche parte della tua mente.
Il tuo cuore assomiglia ad un grande fiume ingrossato da lunghe piogge. Tutti i segnali stradali sono stati sommersi dalla corrente e trascinati in qualche luogo oscuro. Mentre la pioggia continua a cadere violenta sul fiume. Ogni volta che vedi ai notiziari immagini di inondazioni come questa, pensi. Ecco, dentro di me è esattamente cosi"

(Haruki Murakami- Kafka sulla spiaggia - pag 11)

"Come in un magico addio
Acque sulle acque che respiriamo
E passiamo attraverso queste porte
per non tornare mai più. "

(Preso da QUA', senza autorizzazione)

6 commenti:

teti900 ha detto...

sulle premonizioni, sai benissimo come la penso perchè ne parlo e ci convivo da sempre.
poi c'è da dire che se esci in macchina o in moto, cammini nel torrente e ti rifugi in uno scantinato, allora è il destino ma anche l'ignoranza a fare la sua parte.
comunque ormai anche le opere di messa in sicurezza hanno perso efficacia rispetto ai mutamenti ambientali.
la terra trema e l'acqua la porta via.
il mondo sta progressivamente incrinandosi e si aprono crateri ovunque.
siamo o no parte dell'ambiente che ci ospita?
ovvio che dentro e fuori sarà sempre più un tutt'uno.
ma tanto che parlo a fare?
anche chi può nel suo piccolo (come me) fare qualcosa, cambiare impercettibilmente il pensiero e far sì che almeno l'animo trovi una nuova casa, non lo fa. prende la macchina va.
allora tanto vale che arrivi sta apocalisse ma non a una goccia al giorno, tutta insieme, ecc ecc
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mia_euridice ha detto...

Tutto torna.
Anche Murakami a quanto pare.

simurgh ha detto...

Teti
Non sono un'esperto di premonizioni. Non ne ho addestramento ne sensibilità credo. Su queste non sono scettico, magari non mi sono mai piu di tanto interessato anche se ho sempre avvertito curiosità per questa dimensione della mente, arcaica e sempre presente nelle arti divinatorie e religiose della società umana.
Questo libro va a sollecitare questo aspetto trascurato. Forse anche è piu un pretesto per avvicinarmi da un'altra angolatura a quanto di oscuro e insvelato a me la mente umana nasconda ancora.
Genova c'entra poco e anche l'ambiente, sia pur che li ho tirati in mezzo.
Mi interessava casomai, far due parole sulla premonizione che, credo ognuno porta con se, anche se non cosi mefistofelica o mitologica come la figura edipica.
La premonizione a cui veniamo addestrati e consegnati dai genitori, in genere. Quel messaggio che ci predestina, che influenza il nostro divenire. Quel definirci tipo tu sarai cosi e cosà. Non troverai mai nessuno, non ti sposerai, non sarai mai capace a niente, diventerai un delinqueste e cosi via. Anche questa è una premonizione che normalmente ci viene consegnata e a cui viene posto un sigillo. Non mi sto spiegando bene perchè sto uscendo per lo spritz. Rimando allora. Anche la risposta ad euridice. Che è una novità qua per me. Ciao a tutte e due- Sfreccio

simurgh ha detto...

teti
riprendo. Dicevo di quella contorta dimensione della mente che si sviluppa attorno a quella sorta di profezia che ci viene assegnata, delineando e anticipando cosi le sorti e il destino di ognuno. Quella convinzione che si crea nella testa degli altri, genitori, amici, insegnanti e cosi via che noi siamo destinati a diventare in un certo modo. E in quel certo modo diventeremo. Come dire che, l'aspettativa che negli altri si crea, diventa cosi una sorta di energia che inconsciamente ti lavora sotto e ti orienta. Una specie di trappola condizionante.
Della premonizione di murakami mi intrigava questo aspetto. Questa oscura energia che pare favorire poi il concatenarsi di eventi che chiamiamo anche caso e fatalità. Ecc ecc.
Era questo aspetto qua che mi si sciluppaca in testa con la profezia di murakami.

simurgh ha detto...

mia euridice
tutto torna
murakami
fa i suoi giri
dentro cui
ci puo stare
di noi tutto
stando fermi
su quella soglia
incapaci
di andare oltre
dove inonda

teti900 ha detto...

predestinazione o karma, destino, ruota della vita.

però, però, però, se siamo dei predestinati che senso ha guardare indietro?

se siamo in un certo senso degli eletti (ognuno nel suo piccolo e nel suo grande, come vuole) allora dovremmo pensare a fare qualcosa o quanto meno non ostacolarlo se arriva.

qualcosa di significato, intendo, della portata più grande possibile, qualcosa che rasenti l'immortalità, un pensiero, un messaggio, uno scopo, un'ideale.

poi pensavo, anzi sognavo stanotte, dei sogni che i genitori fanno appunto sui figli magari proiettandogli il loro futuro e le sue paure della vita.

io che non ce l'avevo un consorte non ricordo di aver mai potuto sedere su un divano sorseggiando una tisana davanti alla tv o al caminetto mentre accarezzata dalla dolce metà o accarezzandolo si fantasticava sul futuro di alessandro.

al più, con un certo sforzo mi sono ricordata che la sera l'ultimo pensiero era: "speriamo che vada tutto bene!" del resto il mio nomignolo tra le maestre di nido era "madre snaturata".

tornando alla predestinazione che ha a che fare con la premonizione come la intendi tu (se ho capito, ma dubito) tu a cosa ti senti predestinato?

(è una domanda che rivolgo a chi legge in generale non a te che so che tanto non risponderesti;)